Encresciadum a Dream and a Tale
2009-02-09
SILVIA DONATI - voce
PIETRO TONOLO - sax
ROBERTO ROSSI - trombone
PAOLO TRETTEL - tromba
ROBERTO SOGGETTI - pianoforte
MARCO PRIVATO - contrabbasso
ENRICO TOMMASINI - batteria

Il termine ladino “encresciadùm” indica la tensione verso qualcosa di cui si sente la mancanza e che si desidera ardentemente senza averla mai posseduta, insomma “saudade do futuro”, come cantano Caetano Veloso e Teresa Salgueiro in Mistério de Afrodite, di Aldo Brizzi, un sentimento che induce a desiderare “ancora un sogno e un racconto”.
Da qui si diparte un percorso originale che porta il jazz a incontrare per la prima volta la cultura e la lingua ladina: la vena di malinconia che scorre sotterranea nei versi di Fabio Chiocchetti è in fondo lo stesso sentimento che attraversa, col nome di blues e di saudade, sia il jazz che la musica brasiliana, aprendo territori inesplorati all’estro compositivo di Roberto Soggetti.
Il risultato è al sommo grado un prodotto di contaminazioni: tra passato e presente, tra nord e sud, fra città e montagna, fra tradizione e innovazione.
Il jazz ha saputo assimilare e farsi assimilare da tradizioni musicali e culturali di altra origine, dalla vecchia Europa al Brasile emergente: ci prova ora con il ladino, una strana lingua antica, tutt’oggi parlata da una minuscola comunità insediata ai piedi delle Dolomiti.










